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“Sell in May and go away”? Non proprio

Data pubblicazione: 13 maggio 2026

Autore:

Wealthype.ai per Fineco Bank
Rappresentazione visiva dell'articolo: “Sell in May and go away”? Non proprio
  1. Il “Sell in May and go away” è un detto famoso, ma non è una regola così affidabile.
  2. Le statistiche, per esempio, ci dicono anche che quando l’anno parte bene, l’estate può sorprendere.
  3. In ogni caso, uscire dal mercato costa: perdere anche pochi giorni può compromettere i risultati.


SELL IN MAY: COSA SUCCEDE DAVVERO ANNO PER ANNO

Performance (%) dell'S&P 500: maggio - ottobre vs novembre - aprile (2016 - 2025)7422dd9f-6cf6-4ea3-9242-a63b27a09843_20260513.webp

 Fonte: elaborazione Wealthype su dati Investing.com, Carson


Wall Street adora slogan e acronimi: dal “TACO Trade” all’adagio secondo cui “I mercati salgono per le scale e scendono con l’ascensore”, fino al sempreverde “Buy the rumors, sell the news”. Non sorprende, dunque, che con l’avvicinarsi dell’estate si torni a parlare di “Sell in May and go away”: è una nota teoria secondo la quale gli investitori dovrebbero uscire dal mercato a maggio, restare disinvestiti per tutta l’estate – periodo storicamente più debole per l’azionario – e rientrare a novembre.


Ma quanta verità c’è dietro questo detto e, soprattutto, davvero in questo non facilissimo 2026 ha senso disinvestire in vista dei mesi estivi?

Dall’alta borghesia britannica alle fissazioni di Wall Street


Tanto per cominciare, nella sua versione moderna la frase è incompleta: l’originale era “Sell in May and go away, don’t come back until St. Leger’s Day”. Un riferimento alla tradizione stagionale dell’alta borghesia britannica, che si concedeva lunghe vacanze estive fino alla fine della stagione ippica in autunno (St. Leger’s Day è il giorno in cui si tiene il St Leger Stakes, una storica corsa ippica britannica). Insomma, più che una strategia di investimento, era una questione di calendario sociale.

 

Eppure, esiste una base statistica che spiega perché questa teoria continui a essere considerata. Stando ai dati di CFRA, dal 1945 fino all’aprile del 2026, l’indice S&P 500 ha guadagnato in media circa il 2% tra maggio e ottobre, contro il 7% circa messo a segno nel periodo che va da novembre ad aprile. Il divario è evidente e si osserva anche su altri segmenti del mercato, dalle small cap ai mercati globali (1).

Ma la debolezza del semestre estivo non è affatto una regola


Tuttavia, soprattutto negli ultimi anni, la debolezza del semestre estivo non è stata affatto una regola. Come mostra il grafico in apertura, in nove degli ultimi dieci anni l’indice S&P 500 ha registrato rendimenti positivi nel periodo maggio-ottobre e, in alcuni casi, i mesi estivi si sono rivelati sorprendentemente forti. Insomma, la realtà recente mostra una situazione a dir poco discontinua, nel quadro della quale a volte il “Sell in May” trova riscontro, e altre volte invece no.

 

Una possibile spiegazione di questa incoerenza è che la stagionalità, presa da sola, dice poco: i rendimenti dipendono anche dal contesto di mercato e dall’andamento dei mesi precedenti. Per esempio, lo slancio con cui i mercati entrano nella seconda metà dell’anno (il cosiddetto “momentum”) ha storicamente avuto un peso rilevante, quando si parla di “Sell in May”.


SE L'ANNO PARTE BENE, L'ESTATE TENDE A ESSERE POSITIVA

Performance media dell'S&P 500 tra maggio e ottobre (dal 1950 a oggi) a seconda della performance media tra gennaio e aprile09bf5996-0ec4-42d8-a934-281ed530023e_20260513.webp

Fonte: Carson Investment Research, Factset, dati al 25 aprile 2026


Da questo punto di vista, nel 2026 la situazione appare al momento ancora favorevole: l’indice S&P 500 ha infatti chiuso aprile sopra i 7.200 punti, miglior mese dal 2020, recuperando in breve tempo i cali registrati a seguito dello scoppio del conflitto tra Stati Uniti-Israele e Iran. Una tenuta dei mercati che trova supporto in diversi fattori.

 

  1. Utili solidi: la stagione degli utili del primo trimestre 2026 è stata positiva, con revisioni al rialzo per gran parte dei settori.
  2. Economia resiliente: secondo il presidente uscente della Fed Jerome Powell, economia e mercato del lavoro restano solidi.
  3. Tassi fermi: al momento le banche centrali seguono un approccio cauto, anche se non sono da escludersi nuovi rialzi nei prossimi mesi.

“Rientrare al momento giusto” non è affatto così semplice


Non finisce qui. Anche ipotizzando che esistano pattern stagionali come il “Sell in May”, uscire dal mercato espone al rischio di perdere alcuni dei giorni migliori (2), con un impatto significativo sui rendimenti di lungo periodo. È vero che, storicamente, la performance nei mesi estivi è stata più debole rispetto a quella dei mesi invernali. Ma una media del 2% è comunque interessante. Inoltre, “rientrare al momento giusto” non è così semplice. E questo ci riporta dritti ai rischi insiti nei tentativi di cogliere il momento giusto dei mercati (facendo il cosiddetto “market timing”).

 

 

IL VERO RISCHIO NON È STARE INVESTITI, MA USCIRE NEL MOMENTO SBAGLIATO

Rendimento annualizzato dell'indice S&P 500 dal 1990 al 2024

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Fonte: Morgan Stanley


Non “anticipare il mercato”, ma restare investiti nei mercati


In definitiva, quindi, come considerare il “Sell in May”?

Nei dati storici di lungo periodo una certa stagionalità si può osservare, ma quando si passa dalla teoria alla pratica, il quadro si complica. La realtà recente mostra un andamento molto meno prevedibile, mentre il rischio di restare fuori nei momenti migliori può avere un impatto ben più significativo sui rendimenti rispetto ai benefici teorici di una strategia stagionale.

 

Per chi investe con un orizzonte di lungo periodo, la vera lezione è un’altra: più che cercare di anticipare il mercato, a fare la vera differenza è il tempo passato nel mercato. Ovviamente, con un portafoglio adeguatamente diversificato, per poter bilanciare in modo corretto gli inevitabili rischi.



(1) https://www.fidelity.com/viewpoints/active-investor/sell-in-may

(2) https://www.morganstanley.com/atwork/employees/learning-center/articles/cant-time-market



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